SULLA VITTORIA:


"Quando conta vincere c’� chi pu� e chi non pu�. Io pu�" (26/03/98)

"Ogni persona, nel basket come nella vita, occupa un posto sulla base di quello che � riuscito a fare. Nella mia carriera, ho vinto tutti i trofei pi� importanti in Europa e in Italia per due volte: non posso quindi trovarmi sullo stesso livello di chi magari vincer� qualcosa, ma non ha ancora vinto niente."

"Io ho gi� vinto tutto: con i club, con la nazionale e come giocatore tanti titoli individuali. Ho realizzato tutti quelli che erano i miei sogni quando ho iniziato a giocare; adesso l’unica soddisfazione � vincere le partite, solo questo conta, segnando 10 o 25 punti � lo stesso. Non mi creo problemi, di certo non sono mai felice se faccio 35 e perdo. L’unica cosa importante, che ti fa divertire e stare in pace, � vincere."

"Ho vinto tutto un paio di volte e ne sono molto orgoglioso".

"Abbiamo vinto e io sono pagato dal presidente Cazzola per vincere: Eurolega e scudetto. Della Coppa Italia, l'ho detto quando l’abbiamo persa, non mi fregava niente." (31/05/98)

SU DI SE':

"Quando sono in buona salute � difficile marcarmi, quando sto male possono fermarmi in molti. Tutto qui."

"Non � facile giocare con me. Ma non sono un rompipalle, a parte con i giornalisti."

"Io non sono timido! Chiedo soltanto il rispetto da parte di chi mi sta intorno, amico o avversario che sia. Un principio che ho imparato meglio vivendo per due anni nella NBA. Ci sono giocatori che hanno fatto la storia del basket, come Dominique Wilkins, e che vanno rispettati."

"In spogliatoio faccio casino, e poi stavolta ho dalla mia parte Savic, Nesterovic che � un falso sloveno-greco, ed anche Hugo Sconochini � dei nostri. Sono un rompipalle perch� voglio migliorare, vincere, magari mi incazzo perch� a volte mi aspetto delle cose che gli altri non sono capaci di fare ed io me la prendo con loro ingiustamente; ma ci conosciamo e sanno che � solo nell’interesse dalla vittoria."

"Non ho mai giocato per far godere la gente. Un esempio? Io non sono uno da All Star Game, non sono capace di interpretare quelle esibizioni, le sbaglio tutte. Quello che cerco di fare � vincere e giocare molto bene quando conta."

"Ho rinunciato a un po’ del mio egoismo, ma un motivo per vincere l’ho sempre conservato e sempre lo avr�. Ce l’ho nel sangue? Non lo so, ma devo anche riconoscere di aver avuto la fortuna di giocare con squadre forti."

"Pi� di tre palleggi non mi hanno insegnato a fare, perch� sono sufficienti a far canestro, al massimo ne servono quattro. Al quinto rischi di incasinarti e perdere la palla. La cosa pi� importante � saper giocare senza palla e per questo serve la squadra."

"Chi dice che Michael Jordan non sente la tensione davanti a certi traguardi � un bugiardo, tutti ne soffrono, la cosa importante � come si reagisce. Io sono abituato a sopportarla fin da quando ero piccolino e scappai dal Bosna Sarajevo per andare al Partizan: allora la burocrazia mi imped� di giocare per due anni, durante i quali lavorai tutti i giorni con Dusko Vujosevic con la testa a quando sarei tornato in campo e a cosa avrei dovuto dimostrare a chi si aspettava tantissimo da me. Ma non gioco da solo, c'� una squadra attorno che mi aiuta a mi mette nelle condizioni migliori per riuscire. Nel derby dei quarti, quando in spogliatoio non c'erano Savic e Abbio, squalificati, e Rigaudeau, ero pi� preoccupato del solito, anche se non volevo farlo vedere a nessuno, proprio perch� sono giocatori fondamentali. Ma alla fine, se hai lavorato al massimo e non hai rimorsi, trovi serenit� in qualsiasi risultato." (24/04/98)

"Sono contento che il Partizan ce l'abbia fatta: i giocatori ogni tanto sono un po' gelosi, ma a me non interessa restare nella storia come l'ultimo a riuscire a fare qualcosa." (24/04/98).

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